Lo strano concetto di “indicizzazione” all’italiana: il caso ItalianShare
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Pochi giorni fa mi è capitato di leggere un articolo molto molto bello su Punto Informatico. Bello e triste.
Il tema centrale dell’articolo è una questione a tutti noi molto cara: il copyright digitale.
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Oggetto centrale dell’articolo era la chiusura di ItalianShare, descritta dal punto di vista del suo creatore, alias Tex Willer.
Sarei curioso di capire in base a quale normativa è stata sancita la chiusura del sito; e sempre in base a questa stessa normativa, perchè non vengano oscurati i motori di ricerca in Italia e, perchè no, chiusa del tutto internet(ma forse prima o poi ci arriveremo viste le ultime direttive).
Se indicare un link è reato, allora dovrebbero smettere di costruire case e iniziare a costruire solamente prigioni, in quanto ognuno di noi almeno una volta nella vita, ha condiviso un link. E iniziare a mettere dentro tutti quelli che usano Google.
Mentre in Spagna finalmente si giunge a un’interpretazione più liberale in tema di copyright P2P, in Italia si tenta addirittura di estorcere ulteriori soldi in maniera del tutto soggettiva e retroattiva. Siamo fortunati, è la SIAE. Eh, le fortune sono fortune, vanno sempre apprezzate.
In ogni caso ciò che mi domando è perchè da anni si continua a lasciare questo vuoto legislativo e questo margine di incertezza; è curioso notare come gli stessi comportamenti per realtà piccole come ItalianShare o siti simili siano illegali, mentre su larga scala (Bing, Google, Virgilio, etc.) siano considerati del tutto legali. Vi assicuro che se cercate link ed2k o link di streaming, ne troverete a volontà. Possibile che sono il solo a notare questa grande incoerenza?
Mi viene da pensare che questa zona grigia faccia comodo a qualcuno. A pensare male si fa peccato ma troppo spesso ci si azzecca, come diceva una vecchia conoscenza italiana.
Poi mi vien da ridere quando leggo frasi del tipo “eh ma ci metti i banner, lo fai a scopo di lucro…” . Non mi risulta che Bing, Google, Virgilio, Ask, vivano di donazioni o siano progetti benefici: sbaglio o loro sono i primi ad avere pubblicità? Sbaglio o hanno costruito le proprie fortune indicizzando il contenuto altrui? E allora perchè se questo principio per i grandi vale, non deve valere per i piccoli? Se cerco un torrent su un sito di torrent come BTjunkie o ThePirateBay sono fuori legge, se però cerco lo stesso link scrivendo il titolo di ciò che cerco e seguito dalla parola torrent su Google, allora va bene. Lui non è fuori legge. Lui è il Chuck Norris della grande rete. Lui può.
Ogni volta che mi ritrovo a scrivere un articolo del genere mi resta un senso di incazzatura e tristezza dentro…un po’ come quando mi capita di leggere un quotidiano italiano a caso o sentire un tg alla TV che ancora parli di politica o economia . Grazie Italia.
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