La libertà di internet non piace alle grandi democrazie
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Strano, nemmeno troppo, ma vero: le grandi democrazie non apprezzano la libertà di parola che ci concede la grande rete.
Il loro potere di controllare il popolo viene così meno. Anche un’amministrazione come quella attuale americana, ritenuta da molti la più evoluta al mondo, ha come scopo quello di combattere la libertà degli individui su internet, salvo tesserne le lodi nei casi di rivolte in paesi stranieri, come avvenuto recentemente in Tunisia. Quindi mentre da un lato esaltano le potenzialità della grande rete, dall’altro lato le temono. Le temono perchè l’informazione viaggia incontrollata e questa cosa fa loro paura. Questa paura va contro il principio stesso di democrazia, non trovate anche voi sia un controsenso?
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Ora il punto è solamente uno: riusciranno nel loro intento di mettere il bavaglio alla grande rete? Di sicuro ci proveranno…
Per comprendere il problema bisogna mettere sul piatto della bilancia i vari aspetti meramente economici della questione. Grandi lobby come ad esempio quella discografica, odiano la grande rete; ormai questo è un dato risaputo e assodato che non sorprende più nessuno. Sono state avanzate negli anni proposte di legge che violano la privacy dei cittadini pur di appoggiare gli interessi di tali società. Cercano disperatamente in ogni modo di difendere i loro grandi, grossi e grassi introiti. I tempi cambiano. Bisogna adeguarsi, chi non si adegua è perduto. Se non saranno capaci di trasformare il loro business la loro fine è già segnata. Questo è ciò che si chiama EVOLUZIONE e io dico PER FORTUNA.
Altre aziende invece hanno visto i loro affari crescere esponenzialmente: ad esempio, come esempi famosi possiamo citare Google, Facebook, Twitter, etc etc.
Queste aziende non possono vedere di buon occhio una restrizione della libertà personale sulla grande rete. Infatti la posizione di Google diventerebbe particolarmente scomoda e spinosa; basta vedere tutti i problemi che ha dovuto superare in Cina. Ugualmente dicasi per Facebook. I loro giri di affari sono enormi, miliardi di dollari all’anno, è per questo motivo che le case discografiche non potranno fare molto per contrastare le ormai consolidate abitudini dei navigatori web. Qualsiasi cifra mettano in gioco, non sarà mai sufficiente a battere le volontà di Google e Co.
Anacronistico. E’ un aggettivo che penso descriva bene i governi e le lobby che li appoggiano, fermamente ancorati a un modo, che sta oramai scomparendo, di fare business e politica .
In ogni nazione c’è stato un tentativo in tal senso. Hanno paura, si sentono scoperti perchè sanno che le loro azioni d’ora in avanti saranno giudicate da miliardi di persone e non solamente da pochi prezzolati reporter che danno l’esatto resoconto per il giusto prezzo.
Il loro modo di fare è ancora tollerato perchè per loro fortuna molti anziani non sanno ancora usare internet. Ma la loro posizione diventa ogni giorno più insostenibile. Saranno costretti finalmente ad assecondare il volere del popolo anzichè esclusivamente i loro interessi personali, perchè ora finalmente il popolo può comunicare in tempo reale. E ci saranno persone che comunicheranno al popolo le loro azioni, come ci insegna Wikileaks. E loro non potranno farci niente.
E’ per questi motivi che le varie proposte dei governi non mi fanno alcuna paura.
A questo indirizzo potrete trovare l’articolo che ha ispirato la riflessione del nostro articolo.
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